grotta ricotti nelle grotte di camerano

Le Grotte di Camerano, nelle Marche: un affascinante percorso sotterraneo tra suggestioni e misteri

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Le Grotte di Camerano, che si sviluppano sotto il centro storico del delizioso borgo a una manciata di chilometri dalla Riviera del Conero, sono un luogo davvero surreale e suggestivo, fatto da una serie di sale dove si possono ammirare interessanti bassorilievi e molti particolari decorativi, collegate tra loro da corridoi che si sviluppano su tre livelli, fino ad una profondità di venti metri.  Un piccolo percorso labirintico interamente scavato nell’arenaria e nell’argilla tra 3000 e 2500 anni fa

Si dice che alcune cose nascano per caso. In realtà io credo che tutto nasca per caso. E nel corso del tempo mi sono abituato a dare ascolto alle coincidenze, soprattutto quando si tratta delle cose che mi piacciono. I viaggi in primis.

È così che una conoscenza inaspettata e simpatica durante un breve viaggio in treno da Macerata ad Ancona mi ha messo una pulce nell’orecchio. Quella di visitare le Grotte di Camerano, delle quali non avevo davvero mai sentito parlare.

grotte di camerano
Il borgo di Camerano | Fonte: Humana

Non mi riferisco solo alle grotte, ma allo stesso borgo della Provincia di Ancona, anche se ne ho visitati davvero tanti nei dintorni, tutti in moto. E sì, perchè la moto è il mezzo ideale per ammirare i bellissimi panorami che le Marche possono regalare, che si sviluppano dalla costa all’entroterra, in una manciata di chilometri.

E anche a Camerano (a circa dieci chilometri da Sirolo, sulla Riviera del Conero) sono venuto in moto, da Rimini, uscendo ad Ancona Sud. Una volta usciti dall’autostrada siete praticamente arrivati.

Un posto praticamente sconosciuto, fuori dai percorsi turistici tradizionali. Ma con un curioso elemento che attrae i turisti un pò più sofisticati, che sono alla ricerca di esperienze legate alla storia e alla tradizione. Le sue grotte.

il passaggio nelle grotte di camerano
Il passaggio tra le diverse sale delle grotte di Camerano | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La visita alle Grotte di Camerano è davvero una bella esperienza, non solo storica ma anche culturale. Certo, sono grotte artificiali, completamente diverse dalle splendide grotte naturali di Frasassi (che si trovano a circa 65 chilometri da qui), ma comunque meritano di essere visitate. E se avete a disposizione una giornata potete visitarle entrambe. Perchè sono due cose completamente differenti.

La prima cosa curiosa è che si accede al percorso sotterraneo da una porta come tante, che si confonde con quelle delle case e dei negozi presenti sulla stessa via del centro storico. E da un’altra porta come tante si ritorna in superficie, perchè il percorso turistico non è circolare.

Così, varcata la soglia, ci si ritrova in un altro mondo, davvero surreale e suggestivo, fatto da una serie di stanze che mostrano abbellimenti architettonici, fini bassorilievi e molti particolari decorativi, che sono collegate tra loro da corridoi che si sviluppano su tre livelli, per una distanza totale di tre chilometri e una profondità che raggiunge i venti metri rispetto alla superficie esterna. Mentre la parte visitabile è solo di un chilometro.

La presenza di volte a cupola, a botte, e a vela nelle diverse stanze circolari e ottagonali decorate con colonne che si sviluppano sulle pareti per poi protendere verso il soffitto, unite a motivi ornamentali e alla presenza di simboli sacri e pagani, danno adito a diverse interpretazioni e supposizioni non sempre chiare sul loro significato e sulla loro reale funzione.  

sala trionfi nelle grotte di camerano
Capitelli in bassorilievo nella sala Trionfi | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Le Grotte di Camerano sono un piccolo labirinto nel sottosuolo del centro storico, interamente scavato nell’arenaria e nell’argilla, che per certo nel tempo ha svolto diverse funzioni, a seconda delle epoche e degli eventi storici.

Anche se le origini non sono certe, si pensa che risalgano a 2500/3000 anni fa, ma sono state aperte al pubblico solo nei primi anni ‘90. All’inizio il percorso era diverso da quello attuale perchè le due porzioni non erano collegate. Nel 2008, con la costruzione di una galleria, il percorso è stato unificato.

Da uso abitativo a luogo per la celebrazioni di rituali massoni e carbonari, antica prigione, ma anche luogo di rifugio sicuro per diversi giorni, nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando Camerano, come del resto gran parte del territorio nazionale, era bombardato dai tedeschi che effettuavano anche il rastrellamento degli ebrei. Fino alla liberazione della cittadina da parte dell’esercito polacco. Erano un rifugio molto sicuro perchè era praticamente impossibile identificare i punti di accesso.

In quei 18 giorni del ‘44, nelle grotta chiamata il Camerone (oggi esclusa dal giro per motivi di sicurezza), è nata una bambina alla quale hanno dato il nome Rita. E visto che tra i rifugiati c’era anche il parroco del paese hanno deciso di celebrare il battesimo del battistero dei Mancinforte, la grotta con i due altari scuri. Rita vive ancora a Camerano.

grotta dello stillicidio nelle grotte di camerano
La Grotta dello Stillicidio | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Uso abitativo e di rifugio reso possibile dalla presenza di acqua sorgiva che sgorga direttamente nelle grotte grazie alla presenza di un filone sotterraneo che scorre proprio all’interno della roccia, in un certo senso filtrato dalla porosità caratteristica dell’ arenaria.

Durante buona parte del percorso si notano diverse infiltrazioni che affiorano, e che formano anche delle piccole pozze d’acqua, simili a minuscoli laghetti.

In realtà le grotte erano usate anche per la conservazione degli alimenti, soprattutto il vino, per la temperatura costante che oscilla attorno tra i quattordici e i quindici gradi. Ingegnoso il sistema grazie al quale il vino veniva versato dall’esterno e penetrava nelle grotte attraverso una sorta di tubatura, che consentiva alle botti di essere riempite direttamente all’interno, senza correre il rischio di romperle durante la discesa.

Alle grotte si accedeva spesso dai palazzi nobiliari delle antiche famiglie anconetane adibiti a residenze estive.

Una delle prime sale che si visita è ottagonale ed era presumibilmente usata come sala riunioni dalla famiglia Trionfi, una delle più importanti famiglie anconetane, nel passato proprietaria di un antico palazzo sul lato sinistro di via Maratti (riconoscibile dal motto araldico “in Domino confido” inciso sul portone d’ingresso).

sala trionfi grotte di camerano
La stella a otto punte sulla volta della sala Trionfi | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

In corrispondenza di ognuno degli otto lati ci sono delle nicchie, delimitate da colonne sormontate da capitelli da ognuno dei quali partono una coppia di linee in bassorilievo che protendono verso la cupola a volta, al centro della quale c’è una stella a otto punte, tipiche di alcuni ordini cavallereschi, come i Cavalieri di Malta, presenti a Camerano fin dal Medioevo.

La presenza di quest’ordine è testimoniato anche dalla croce trifogliata (o trilobata), presente come bassorilievo in un’ altra sala.  

Le grotte Corraducci, che sono uno dei complessi più vasti della rete sotterranea cameranense, partono dai sotterranei del palazzo di quest’altra famiglia nobiliare presente prima del 1400, che avevano stretto accordi con i Francesi di Napoleone, e successivamente alla Restaurazione con la Massoneria e la Carboneria. È per questo che la grande sala circolare si suppone sia stata luogo per riunioni che dovevano restare segrete.

La grotta Mancinforte costituisce uno dei principali assi portanti dell’intero sistema che attraversa in senso longitudinale il sottosuolo dell’antico centro storico, con gallerie che si trovano a venti metri di profondità.

Nel primo settore Mancinforte, nel pilastro centrale sopra le due antiche altari che si appoggiano sui due lati, sono invece visibili i resti di due bassorilievi a soggetto religioso, che fanno parte del progetto “Camerano in tutti i sensi”, dedicato ai non vedenti. È probabile che il raccordo tra il nuovo palazzo Mancinforte e la più antica rete sotterranea sia stato fatto nel 1888.

grotta ricotti nelle grotte di camerano
La grotta Ricotti, separata dal percorso principale delle grotte di Camerano | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Oltre al complesso principale di grotte ce n’è una separata, che è anche uno degli ambienti più interessanti del sistema ipogeo di Camerano. Sto parlando della grotta Ricotti, che è inequivocabilmente una chiesa sotterranea, non solo perchè è quello che dice la tradizione orale, ma anche perchè sorge all’interno della rupe denominata “Sassòne”, al di sotto della Chiesa di Sant’Apollinare di memoria ravennate, anteriore all’anno Mille e annessa al castello medioevale.

Ad un livello inferiore è presente una cripta, dove però non compaiono riferimenti architettonici degni di nota.

Presenti invece nella porzione principale, tra i quali, sicuramente il più importante è la croce greca inscritta all’interno di un cerchio, il tutto a bassorilievo.

croce greca nelle grotte di camerano
La croce greca in bassorilievo presente nella Grotta Ricotti | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Insomma, le Grotte di Camerano sono un posto misterioso, curioso, quasi fiabesco, sicuramente interessante da conoscere se capitate in zona e se volete passare un paio d’ore immersi nella storia e nella cultura di questo piccolo borgo marchigiano. Se vi ho convinto a prenotare una visita, questo è il sito Internet di riferimento www.grottedicamerano.it 

Approfitto per ringraziare Marika Brugiapaglia, l’inaspettata e simpatica conoscenza che durante un breve viaggio in treno da Macerata ad Ancona mi ha messo una pulce nell’orecchio sulle Grotte di Camerano (dove fa la guida) per il suggerimento, ma anche per aver corretto la bozza di questo articolo. 

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