una panoramica delle grotte di borgio verezzi

Le grotte di Borgio Verezzi: una meraviglia naturale sotterranea nel cuore del Ponente Ligure

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Le Grotte di Borgio Verezzi, splendido borgo nel cuore del Ponente Ligure, sono un’autentica meraviglia della natura. Un mondo sotterraneo che sembra appartenere ad un altro universo, formato da un reticolo di 5 chilometri di percorsi (800 metri dei quali visitabili) intervallati da grandi sale dove si trovano splendide concrezioni che l’opera instancabile e rituale dell’acqua ha generato in milioni di anni. Cannule, esili e quasi trasparenti, drappi, sottili come lenzuoli, grandi colonne che sembrano sostenere la volta, e stalattiti eccentriche che si sviluppano in tutte le direzioni. Dai colori dalle mille sfumature, che le rendono una tra le  grotte turistiche in assoluto più colorate d’Italia

Era il lontano 1933 quando un gruppo di tre ragazzi (Tito, Lillo e Valentino) di Borgio Verezzi, un piccolo borgo arroccato sulla luminosa costa del Ponente Ligure (riconosciuto anche come uno dei Borghi più belli d’Italia), dopo aver notato una frattura naturale del terreno, decisero di calarsi aiutati solo da corde e dalla fievole luce delle candele che avevano portato con loro, per scoprire cosa nascondesse.

E la loro sorpresa fu davvero grande quando si resero conto che quello nel quale si erano introdotti era in realtà un passaggio che conduceva ad un luogo che sembrava appartenere ad un altro universo.

una panoramica delle grotte di borgio verezzi
Una panoramica delle grotte | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Una grotta nella quale, a causa della scarsa luce a loro disposizione, riuscivano solo ad intravedere la conformazione interna, che comunque intuirono subito essere speciale, anche se di certo non si immaginarono la portata della loro scoperta. O forse sì.

Dico così perchè decisero (forse inconsapevolmente) di rendere storico il momento scrivendo i loro nomi in quella che oggi è conosciuta come la Sala delle Firme, proprio in loro onore.

Questa sala è solo l’anticamera di un percorso magico tra concrezioni disegnate dalla natura nel corso di milioni di anni, frutto del lavoro paziente, metodico e ossessivo dell’acqua che si infiltra dall’esterno e che, attraverso la ritualità del suo deposito calcareo, goccia dopo goccia, da vita a stalattiti e stalagmiti che la fantasia di ognuno di noi può far assomigliare alle cose più diverse.

i laghi nelle grotte di borgio verezzi
Uno dei minuscoli laghi di acqua cristallina | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

E a piccoli laghetti di acqua cristallina con una micro fauna selezionata, che fanno da specchio agli elementi superficiali, regalando effetti ottici davvero suggestivi ed emozionanti. Per ovvi motivi il livello dell’acqua varia al variare delle precipitazioni atmosferiche, che raggiungono la loro massima intensità nei mesi autunnali. Mentre la temperatura dell’acqua, così come quella dell’ambiente, è costante a 16 gradi.

Un percorso visitabile che si snoda per 800 metri di lunghezza ad un livello che varia tra i 36 e gli 8 metri sul livello del mare, percorribile attraverso uno stretto camminamento che invita i visitatori che vogliono conoscere questa meraviglia sotterranea a muoversi lentamente e in fila indiana, attraversando con calma le sale che lo compongono. Anche se in totale il reticolo dei percorsi sotterranei è di 5 chilometri.

La natura ha fatto la sua parte, e Giovanni Dentella, storico appassionato di speleologia e Guida del Gruppo Speleologico Albenganese, ha fatto il resto. Infatti fu proprio lui a scoprire nel 1951 l’interezza del reticolo, a volere il percorso turistico e a coordinare tutti i lavori per la sua realizzazione e valorizzazione, agendo sempre nel totale rispetto dell’unicità di quello che aveva scoperto. Con l’unico obiettivo di farlo conoscere.

la storia delle grotte di borgio verezzi
Fonte: Cooperativa Arcadia

E così, dopo 20 anni di duro lavoro e di traversie burocratiche, le Grotte di Borgio Verezzi furono inaugurate e aperte al pubblico il 29 Giugno 1970, con la presenza dell’Onorevole Paolo Emilio Taviani.

Da questo momento si può camminare tra gli enormi blocchi staccatisi dalla volta in ere remote, avvolti da un’atmosfera intima, avvolgente e calda, creata sì dalla natura ma anche da un’illuminazione rispettosa che mette in evidenza l’importanza del luogo, e risaltare i suoi elementi più caratteristici.

Dalle cannule, esili e quasi trasparenti, ai drappi, sottili come lenzuoli, alle grandi colonne che sembrano sostenere la volta fino alle stalattiti eccentriche, che sfidano la forza di gravità sviluppandosi in tutte le direzioni, sfiorando spesso la testa dei visitatori.

E dappertutto i colori: bianco, giallo, grigio e rosso in mille sfumature diverse dovuti alla presenza di svariati minerali come la limonite, il manganese e il ferro. Ma anche dalla presenza dei così detti acidi umici, che provengono dalla decomposizione di materiale organico di diversa natura, vegetale o animale. E che, con la tavolozza di colori che generano, rendono le Grotte di Borgio Verezzi una tra le  grotte turistiche in assoluto più colorate d’Italia.

gli spaghetti delle grotte di borgio verezzi
Migliaia di lunghe cannule o “spaghetti” invadono le grotte | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Varcata una semplice porta di colore verde, e superato un breve corridoio, quello che ci si trova davanti è il primo ambiente, la Prima Sala, con le stalattiti a drappeggio che disegnano le Cascate di Cioccolato, che si alternano a concentrazioni di “spaghetti”, come si chiamano le stalattiti molto fini, conosciute anche come “cannule”. In questa sala sono stati anche rinvenuti frammenti di materiale fossile: resti di antiche faune che l’acqua ha introdotto dall’esterno.

Un ambiente molto spazioso, che si distingue anche per regalare un’acustica molto particolare, che lo rende un inusuale palcoscenico per ospitare rappresentazioni teatrali ed eventi musicali, ovviamente d’autore, come si addice alla ricercatezza e unicità del contesto.

Qui tra gli altri si sono esibiti il cantautore genovese Armando Corsi, il conterraneo Vittorio de Scalzi, cantante, polistrumentista e compositore italiano, noto per aver fondato il gruppo New Trolls, attivo dal 1967 al 1997. Ma anche lo Gnu Quartet, quartetto composto da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello).

stalattiti delle grotte di borgio verezzi
Il dettaglio di una grotta | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Sala che è anche scelta dalle coppie di fidanzati come luogo ideale per promettersi amore eterno. Infatti sono già stati celebrati diversi matrimoni. Non mi sorprende, così come non mi ha sorpreso quando mi hanno raccontato che la stessa cosa avviene anche in un luogo sotterraneo per certi versi simile. Sto parlando della cappella di Santa Kinga, uno dei luoghi più belli della Miniera di Sale di Wieliczka, a pochissimi chilometri da Cracovia, in Polonia.

Si cammina per una manciata di metri e si arriva alla Seconda Sala, molto più piccola ed intima della precedente, chiamata per nulla a caso Paesaggio Lunare, nella quale si sono formati migliaia di “spaghetti”.

E dove si può provare la surreale esperienza del buio totale. Sospesa per una decina di secondi l’illuminazione artificiale, immersi nel buio ancestrale, ci si ritrova a concentrare l’attenzione sul dolce ticchettio perfettamente ritmico delle minuscole gocce d’acqua che continuano a compiere fin dalla notte dei tempi la loro instancabile opera di architette delle meraviglie.

Ancora qualche passo e voilá: la Sala del Castello. Chiamata così per la forma della mastodontica scultura calcitica che cattura inevitabilmente l’attenzione. Risultato del pesante crollo di stalattiti dall’alto avvenuto in epoche remote. Ed è davvero impossibile non emozionarsi davanti al Lago delle Fate, che ha un’acqua batteriologicamente purissima e ricca di sali minerali, nella quale trovano il loro habitat ideale i Niphargus, minuscoli gamberetti.

il presepe delle grotte di borgio verezzi
Il presepe delle Grotte di Borgio Verezzi illuminato | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Oltre la Piccola sala, con il suo passaggio circolare, si sale lungo il Canyon Rosso che ci conduce in un vasto ambiente nel quale la natura ha creato una piccola grotta con gli elementi tipici del Presepe. Ci sono proprio tutti, tranne la figura di Gesù Bambino, che è stata poi aggiunta da Giovanni Dentella rappresentata da una piccola statua. E che lascia a bocca aperta i bambini quando viene illuminata dalla luce colorata, che la guida sostituisce per qualche secondo a quella che si trova anche negli altri ambienti.

È una sala molto delicata, che regala alle Grotte di Borgio Verezzi un altro primato: quello di avere gli “spaghetti” più lunghi d’Italia. Alcuni raggiungono anche i 3 metri di lunghezza, e questo grazie alla presenza continua di acqua sulle concrezioni che le rende molto elastiche. Ma c’è anche una stalattite dalla forma che ricorda quella di un coccodrillo poco distante da un’altra nella quale sembra di intravedere delle chele di granchio. Ma non è finita qui. C’è anche un minareto. La forma di conchiglia di una stalattite da il nome ad un grazioso laghetto.

il minareto nelle grotte di borgio verezzi
La stalagmite conosciuta come “Minareto” | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

In questa sala si intravedono anche piccoli passaggi che gli speleologi hanno cercato di esplorare. Ma senza successo, a causa delle loro minuscole dimensioni che li rendono totalmente inaccessibili.

La quinta e ultima sala delle Grotte di Borgio Verezzi è quella del Piede di Gulliver, come si chiama anche il laghetto presente. Davanti, la Torre di Babele e tutt’intorno il Paesaggio Invernale.

Cos’altro dire? Aggiungo solo che da appassionato di mondi sotterranei l’esperienza di visita alle Grotte di Borgio Verezzi mi ha lasciato davvero a bocca aperta. Ho visto molte grotte italiane, tra le quali le bellissime Grotte di Frasassi, nelle Marche, e molte altre di quelle che fanno parte dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane (AGTI). Ma nessuno di questi mondi mi ha colpito tanto profondamente come questo.

Ho da fare solo una segnalazione. Purtroppo le Grotte di Borgio Verezzi non sono accessibili ai disabili. E questo dipende dalla difficoltà che incontrerebbero a percorrere in sicurezza lo stretto camminamento che si snoda al loro interno. Ma in occasioni puntuali, grazie alla collaborazione con gruppi speleologici locali, si organizzano visite ad hoc.

Per finire un grazie infinito a Maria Gabriella e Barbara, che mi hanno accolto con tanta professionalità ed entusiasmo, e che mi hanno guidato alla scoperta delle grotte.

Rispondi