Una foto di Frida Kalho

Il Museo Frida Kahlo a Città del Messico: la vita dell’artista raccontata dalla sua casa

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

La Casa Azul, oggi Museo Frida Kalho, è il luogo dove nacque e dove morì la famosa pittrice messicana Frida Kalho, e una delle case dove visse insieme al marito Diego Rivera. Visitare il museo nello splendido quartiere di Coyoacán, uno dei più antichi della Città del Messico, significa avere la possibilità di entrare nell’intimo di Frida, per percepirne la sofferenza, l’arte, il grande amore per il marito, e il suo impegno politico e sociale. E anche per scoprire gli elementi dell’arte e della cultura tipica messicana

<<Dipinta d’azzurro, fuori e dentro, pare ospitare un pò di cielo. È una casa tipica della tranquillità del paese dove la buona tavola e il buon sonno le danno l’energia sufficiente per vivere senza troppi sbalzi e morire pacificamente>>.

È con queste parole dolci e rassicuranti che nel 1955 il celebre poeta e archeologo messicano Carlos Pellicer descrive la Casa Azul, dimora della celebre pittrice Frida Kahlo, nella quale l’artista nacque e dove visse insieme al marito Diego Rivera fino alla morte. Dal 1958 convertita nel Museo Frida Kahlo.

La “casona”, oggi Museo Frida Kahlo, situata nel quartiere di Coyoacán, uno dei più belli e antichi della Città del Messico, è stato l’universo creativo dell’attrice, e allo stesso tempo il suo rifugio.

l'ingresso della casona azul Museo Frida Kalho
L’ingresso della Casona Azul, oggi Museo di Frida Kalho a Città del Messico | Fonte: Trip Savvy

E se approfondisci la conoscenza della sua opera avrai il privilegio di capire l’intensa relazione che esiste tra questa, la sua persona, suo marito, le sue amicizie, e la sua casa.

Un’autentica casa museo, come la Casa Museo Che Guevara o la Casa Museo Manuel de Falla, delle quali ti ho già parlato in altri articoli.

Attraverso gli ambienti del Museo Frida Kalho e i suoi oggetti personali che sono in esso conservati, è possibile conoscere l’universo più intimo dell’artista latinoamericana più conosciuta a livello mondiale, tra i quali la sua camera da letto.

decorazione all'esterno del Museo Frida Kalho
Decorazione all’esterno del Museo Frida Kalho | Fonte: KiddieMundoFonte
frida kalho con diego rivera al Museo Frida Kalho
Frida Kalho con Diego Rivera | Fonte: Travelreport.mx

La camera da letto di Frida nel Museo Frida Kalho

In questa troverai il suo letto e uno specchio sul soffitto che sua madre fece collocare dopo che un incidente in autobus costrinse Frida (ancora bambina) all’immobilità per nove mesi, e che cambiò per sempre la sua vita, permettendole però di avvicinarsi al ritratto.

E ai piedi del suo letto trovi i suoi ricordi di quei tempi, tra i quali i i ritratti di Lenin, Stalin e Mao Tse Tung. Sempre nella sua camera da notte si trova ancora oggi la sua preziosa collezione di farfalle, ossequio dello scultore giapponese Isamu Noguchi, oltre al ritratto che fece a Frida il fotografo Nickolas Muray, suo amico e amante.

camera da letto di Frida nel Museo Frida Kalho
La camera da letto di Frida Kalho visitabile nel museo | Fonte: Keblog

Ogni oggetto del Museo Frida Kalho dice qualcosa sulla vita quotidiana della pittrice: le stampelle, i corsetti e le medicine, che sono testimonianze della sofferenze. Gli exvoto, i giochi, i vestiti, i gioielli raccontano di una Frida molto ossessionata per conservare oggetti.

Lo studio di Frida nel Museo Frida Kalho

Nello studio di Frida, che fu costruito nel 1946 da Juan O’Gorman (pittore e architetto messicano),  si trova invece il cavalletto che le regalò Nelson Rockefeller, i suoi pennelli e i suoi libri. E ovviamente alcune delle sue opere più importanti, tra le quali Viva la Vida (1954), Frida y la cesárea (1931), Retrato de mi padre Wilhem Kahlo (1952).

Lo studio è stato realizzato usando solo materiale locale, in particolare pietra vulcanica e basalto, storicamente utilizzati dagli atzechi per la costruzione delle piramidi e per i loro oggetti cerimoniali, e abbellito con decorazioni tipiche dell’arte popolare messicana.

gli oggetti di Frida Kalho nello studio del Museo Frida Kalho
Gli oggetti che Frida Kalho usava per dipingere, esposti nel suo studio | Fonte: CasaNoi Blog

In questo ambiente Diego Rivera collocò diversi mosaici e riempì le pareti di lumache di mare e boccali incastonati nelle pareti con la bocca sporgente nella parte frontale, per essere utilizzate come piccionaie.

La cucina della Casa Azul conservata nel Museo Frida Kalho

La cucina, che è tipica delle costruzioni antiche messicane, con le sue pentole di terracotta appese alle pareti e le casseruole sui fuochi, testimonia la varietà di ricette che si preparavano nella Casa Azul. Tanto a Frida così come a Diego piaceva conquistare i loro commensali con i piatti tipici della cucina messicana.

Nella sua sala da pranzo passarono importanti personalità della cultura messicana e internazionale, e molti artisti dell’epoca, tra i quali: André Breton, Tina Modotti, Edward Weston, León Trotsky, Juan O´Gorman, Carlos Pellicer, José Clemente Orozco, Isamu Noguchi, Nickolas Muray, Sergei Eisenstein, el Dr. Atl, Carmen Mondragón, Arcady Boytler, Gisèle Freund, Rosa y Miguel Covarrubias, Aurora Reyes e Isabel Villaseñor, giusto per citarne alcuni.

Il Museo Frida Kahlo racconta come la Casa Azul si convertì nella sintesi del gusto di Frida e di Diego, e della loro ammirazione per l’arte e per la cultura messicana. Entrambi i pittori collezionavano pezzi di arte popolare, dimostrando un grande gusto estetico.Fonte

la cucina del Museo Frida Kalho
La cucina della Casa Azul, oggi Museo Frida Kalho | Fonte: Design Fanpage

In particolare, Diego Rivera amava l’arte del periodo pre ispanico. Prova di questo è la decorazione dei giardini e dell’interno.

Il focolaio della coppia si convertì nel Museo Frida Kalho quattro anni dopo la sua morte perchè entrambi abbracciarono l’idea di donare al popolo messicano la loro opera e i loro beni.

Diego chiese allo stesso Carlos Pellicer di realizzare le opere necessarie per aprire la casa al pubblico come museo. Da allora l’atmosfera del luogo permane come se Frida ancora ci vivesse.

L’origine della Casa Azul oggi Museo Frida Kalho

La Casa Azul fu costruita all’inizio del secolo da Guillermo kahlo, padre di Frida, precisamente nel 1904, rispettando le usanze del tempo: patio al centro con le stanze distribuite intorno. L’esterno era invece abbellito con scelte decorative che richiamavano lo stile francese. Ed era molto più piccola di come la si conosce oggi.

giardino Museo Frida Kalho
Giardino della Casa Azul, oggi Museo Frida Kalho | Fonte: Zingarate.com
giardino museo Frida Kalho
Una bella visuale del giardino della Casa Azul, oggi Museo Frida Kalho | Fonte: minima&moralia

Furono Frida Kahlo e suo marito Diego Rivera che, più tardi, la ingrandirono e le diedero uno stile molto particolare e allo stesso tempo le impressero, con colori e decorazioni popolari, la loro ammirazione per l’arte e la cultura messicana.

Diego Rivera la comprò dal padre di Frida che non versava in condizioni economiche molto rosee, per poi ingrandirla aggiungendo l’area del giardino quando nel 1937 ospitò il politico russo León Trotsky, per dare all’intellettuale sovietico in esilio la sicurezza contro la persecuzione operata nei suoi confronti da Stalin.

Il lascito dei due artisti Diego Riviera e Frida Kalho nel Museo Frida Kalho

Poco prima di morire Diego chiese a Dolores Olmedo, sua mecenate e amica, di non far aprire per i 15 anni successivi alla sua morte i due spazi delle camere da letto di Diego e Frida. Passò il tempo e mentre visse Lola rispettò la volontà dell’amico.

Diego lasciò un inventario di quello che aveva lasciato in questo spazio, però, fino a poco tempo fa, non si sapeva esattamente quello che era custodito in quegli spazi.

Durante quasi tre anni e grazie all’appoggio del ADABI (Apoyo al Desarrollo de Archivos y Bibliotecas de México) un gruppo di specialisti ordinò, classificò e digitalizzò quello che venne trovato dall’apertura.

In occasione del centenario della nascita di Frida che coincise con i 50 anni della morte di Diego Rivera, il contenuto ritrovato fu svelato al pubblico.

una foto di frida Kalho al Museo Frida Kalho
Una foto di Frida Kalho ritrovata tra i documenti custoditi da Diego Rivera

Si tratta di un lascito di ventidue mila documenti, seimila e cinquecento fotografie, riviste e pubblicazioni, libri, decine di disegni, oggetti personali, vestiti, corsetti, medicinali, giocattoli…

I documenti che vennero alla luce risultarono davvero molto interessanti, perché arricchiscono la biografia di entrambi gli artisti.

Alcuni degli esperti che videro l’esposizione commentarono, sorpresi, che dopo quel ritrovamento la storia dovrebbe essere riscritta, dato che molte delle cose fino ad allora supposte avevano un altro significato.

Questi documenti e disegni danno appassionanti chiavi di interpretazione sull’opera di Frida. Ad esempio, furono ritrovate illustrazioni sulla matrice e lo sviluppo del feto umano, così come disegni su questo specifico tema che, come si vide più tardi, corrispondono al segno sul legno del suo dittico “Natura morta”.Fonte

Frida Kahlo e Leon Trotsky nell'archivio del Museo Frida Khalo
Frida Kalho fotografata con il rivoluzionario russo Trotsky, durante la sua permanenza nella Casa Azul | Fonte: MAG 501

Nel fondo di un armadio, dietro alcuni dei suoi libri, si trovò un quadernetto pieno di disegni. In questo ne apparve uno piccolo però davvero molto importante: “Las aparencias engañan”.

In questo luogo erano conservati anche varie bozze del testo che Frida scrisse su Diego Rivera, intitolato “Retrato de Diego Rivera”, per l’omaggio all’artista dei murales nel Palacio de Bellas Artes. Si era dubitato dell’attribuzione del testo a Frida Khalo, attribuendolo a Alfonso Reyes però, grazie a questo ritrovamento, adesso si ha la certezza che fu scritto proprio per mano di Frida.

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