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TIC TAC, TIC TAC Il Museo de la Atalaya a Jerez de la Frontera è tutta un’altra musica

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Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Museo de la Atalaya ospitato nello stupendo Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) di Jerez de la Frontera, nel Sud della Spagna, è forse il più importante museo al mondo dedicato agli orologi. La collezione è composta da 302 preziosi esemplari, tra quelli a cassa lunga (long case), quelli da tavolo (bracket clock) e quelli da taschino (pocket watch), che abbracciano cronologicamente i secoli dal XVII al XIX, in assoluto l’epoca più produttiva e variegata della tecnica orologiaia inglese e francese.

Sono nella Spagna più profonda, in Andalucía, nella Provincia di Cadice (Cádiz), a poca distanza dalla bellissima Sevilla e precisamente a Jerez de La Frontera, città famosa per l’ottimo vino sherry, i cavalli, il flamenco e le moto, ma anche per un incredibile patrimonio storico-artistico-culturale che vale davvero la pena conoscere.

Ma anche se pochi lo sanno, è la città che ospita uno dei più grandi musei di orologi al mondo, il “Museo de la Atalaya“.

No, no, non confondetevi. Al Museo de la Atalaya non sono esposti orologi simili a quelli che siamo abituati ad indossare al polso, ma di altri tipi di orologi, molto più sofisticati e costosi, realizzati ormai diversi secoli fa da autentici maestri orologiai europei, soprattutto (ma non solo) francesi e inglesi.

Molti dei quali appartenuti a personaggi che hanno lasciato un segno nella storia, che sono presentati in un ambiente davvero molto elegante e suggestivo, degno del loro rango aristocratico.

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Il Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) che ospita il Museo de la Atalaya | Fonte: Museo de la Atalaya

Già dall’esterno del Museo de la Atalaya si vede che non siamo in un posto qualsiasi. Varcato il cancello di Calle Cervantes al n.3 è uno splendido parco quello che ci accoglie, chiamato Jardín Central (Giardino Centrale) e quello che ci troviamo davanti è un’elegante fontana circolare, al cui centro c’è un intrigante giroscopio, costituito da diverse fasce metalliche che si intersecano formando una specie di gomitolo gigante.

A questo punto, dopo un primo colpo d’occhio, allo sguardo viene naturale andare oltre, per mettere a fuoco un bellissimo palazzo bianco dall’inconfondibile stile Neoclassico-Vittoriano, il Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo), che come potete facilmente intuire dal nome è il luogo che ospita il Museo de la Atalaya, lo scrigno all’interno del quale sono custoditi gli splendidi orologi.

Di lato c’è un altro stupendo giardino, molto più piccolo ed intimo, e per questo motivo battezzato Jardín Romantico (Giardino Romantico), che ha una folta vegetazione frondosa, che ci regala freschezza (soprattutto in estate), pace e serenità, anche grazie all’acqua della bella fontana, che crea una specie di romantica melodia.

La custode di questo splendido luogo è una simpatica e carismatica signora che si chiama Miriam, ed è proprio lei ad accogliermi sulla soglia del palazzo, per guidarmi alla conoscenza dei suoi importanti e saggi abitanti, ognuno dei quali, proprio come ognuno di noi, ha un nome, specifiche caratteristiche fisiche, una propria identità, e una storia vissuta.

Un pò come per le migliaia di bottoni custoditi nel Museo de Bottone di Santarcangelo di Romagna, in Provincia di Rimini Vi ricordare di quest’altra bella storia?

E come noi, anche gli orologi del Museo de la Atalaya parlano, facendo sentire la loro presenza con un “tic tac, tic tac” corale quasi ipnotico, e allo scoccare delle diverse frazioni dell’ora si lasciano andare ad un’allegra sinfonia, sincronizzata, quasi fosse guidata da un invisibile direttore d’orchestra che ne scandisce il ritmo…

E in realtà un “direttore d’orchestra” c’è, e si chiama José Manuel, ed è la persona che da più di 30 anni, ogni mattina, sincronizza perfettamente tutti gli orologi. Li conosce così bene che sa esattamente come si comporta ognuno di loro. Ed è per questo motivo che è molto riduttivo chiamarlo semplicemente custode.

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Lo stupendo orologio all’ingresso del Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) | Fonte: Museo de la Atalaya
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Il quadrante trasparente dell’orologio all’ingresso del Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) | Fonte: Museo de la Atalaya

All’ingresso del Museo de la Atalaya c’è un primo splendido orologio “nudo”, il cui meccanismo si nota all’interno di una teca di vetro trasparente incastonata da un cubo di metallo, sulla quale sono incise le ore con una specie di smerigliatura.

L’orologio è a pendolo a quattro sfere, e fu disegnato per essere un “rejoj-farol” (un orologio da esterno), tanto che dal 1867 per molti anni è stato nella piazza principale della città di Jerez de la Frontera, la splendida Plaza del Arenal, al posto del quale oggi c’è una replica perfetta. È stato il primo che ho visto, e l’amore e stato davvero istantaneo.

L’orologiaio che l’ha costruito si chiama Losada, ed è riconosciuto all’unanimità come il migliore maestro orologiaio spagnolo di tutti i tempi.

Suo è anche l’orologio che  si trova nella meravigliosa Puerta del Sol a Madrid, quello che tutti seguono con trepidazione mentre mangiano 12 acini d’uva nel conto alla rovescia del 31 dicembre di ogni anno, in attesa che la sua lancetta dei secondi raggiunga quella dei minuti alla mezzanotte, per salutare l’anno nuovo.

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I preziosi spazi espositivi del Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) | Fonte: Museo de la Atalaya
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Una piccola parte dei molti orologi di diversi stili esposti nel Palacio del Tiempo (Palazzo del Tempo) | Fonte: Museo de la Atalaya

Nelle diverse splendide stanze del Museo de la Atalaya, di orologi ce ne sono in tutto 302, tra quelli a cassa lunga (long case), quelli da tavolo (bracket clock) e quelli da taschino (pocket watch), che abbracciano cronologicamente i secoli dal XVII al XIX, in assoluto l’epoca più produttiva e variegata della tecnica orologiaia inglese e francese, anche se ve ne sono diversi che provengono da altri Paesi, tra i quali: Italia, Svizzera, Regno Unito, Austria e Germania.

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Prezioso orologio francese esposto nella sala Arturo Paz | Fonte: Museo de la Atalaya
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Una stupenda collezione di orologi da camino esposti nella Sala Azul | Fonte: Museo de la Atalaya

La varietà è soprattutto presente nella tematica: quella mitologica caratterizza soprattutto gli orologi de così detto “Stile Impero”: dei greci e romani, eroi, personaggi simbolici e allegorici. Non mancano riferimenti storici a imperatori e re, e nemmeno scene abituali piene di igenuità e bellezza, mescolando a volte eleganti motivi orientali, molto in voga durante il secolo XIX.

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Un prezioso orologio stile impero | Fonte: Museo de la Atalaya

Tantissimi personaggi famosi hanno visitato nel corso degli anni il Museo de la Atalaya, come ad esempio l’attore Jean Reno, famoso per aver recitato in tre capolavori del cinema: Le Grand Bleu (1988), Nikita (1990) e Léon (1994) e fu soprattutto quest’ultimo (in cui recitava al fianco di una giovanissima Natalie Portman) a dare all’attore la sua popolarità internazionale.

Se avete la fortuna di visitare la splendida città di Jerez de la Frontera non lasciatevi scappare l’occasione di visitare questo luogo fantastico, dove sono sicuro che il tempo vi porterà dritti dritti proprio fuori dal tempo, almeno per qualche ora. In una dimensione diversa, quasi surreale, da quella reale che ritroverete una volta varcata di nuovo la soglia del Palacio, sentendo in voi una grande voglia di rientrare. 

 

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