sito archeologico machu picchu

Il Machu Picchu: il più emblematico sito archeologico inca vicino a Cuzco, in Perù

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Machu Picchu è forse il sito archeologico più celebre al mondo, non solo per la sua importanza patrimoniale, storica e culturale relazionata con l’antico impero Inca, ma anche per la bellezza del paesaggio della valle Urubamba, che lo circonda. E che lo rende un luogo davvero mistico, nel cuore del Perù, a poche ore da Cuzco. È iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, ed è una delle Sette Meraviglie del Mondo moderno

Immagino che anche voi abbiate sentito parlare almeno una volta del celebre Machu Picchu, il sito archeologico (Inca) più importante del Perù e il terzo più grande del mondo per estensione, dopo Pompei e gli scavi archeologici di Ostia Antica.

Il termine Machu Pichu sembra derivi dall’antica lingua Quechua, nella quale “machu ” significa “vecchio”, mentre “picchu“, vuol dire “montagna”. Infatti è situato sulla cima di una montagna a circa 2430 di altezza, e domina l’incantevole valle verde dell’Urubamba, che ha una vegetazione ricca e davvero rigogliosa. Un luogo di una bellezza tale che mi ha colpito forse più del sito in se stesso.

Ma il Machu Picchu è considerato tanto importante che è stato incluso nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e dal 2007 è anche una delle nuove Sette Meraviglie del Mondo. E nel 1913 il National Geographic è uscito con un numero ad esso interamente dedicato. 

sito archeologico machu picchu
Il Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Si suppone che la città fosse stata costruita attorno al 1440 dall’imperatore inca Pachacútec come residenza estiva, e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532, per poi cadere nell’oblio come prima della sua scoperta. Anche perchè la documentazione che gli spagnoli hanno lasciato su di essa è quasi inesistente.

E non c’è da stupirsi, perchè la posizione della città, circondata da profondi dirupi, è sempre stata la sua migliore difesa naturale. Fino al Luglio 1911, quando uno storico di Yale la riscoprì mentre stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell’ultima capitale dell’impero, chiamata Vilcabamba, che comunque era in un luogo differente.

Io l’ho visitato durante un viaggio in Perù di tre anni fa, durante il quale ho percorso Centro-Sud del Paese, partendo da Lima fino a Cusco, per poi andare a Puno, sul Lago Titicaca, e da li verso la Bolivia.

Da Cuzco, per visitare il Machu Picchu, ho acquistato una delle escursioni di due giorni che organizzano le moltissime agenzie che si trovano in città attorno alla Plaza de Armas, nel cuore del centro storico. Sceglietene una qualsiasi perchè offrono tutte praticamente lo stesso servizio allo stesso prezzo.

Si parte al mattino prestissimo a bordi di mini van che fanno un bellissimo percorso a zig zag sulle strade quasi tutte non asfaltate tre le montagne, fino alla località di Aguas Calientes, la “porta di ingresso” al Machu Picchu.

In realtà la strada che proviene da Cusco non porta proprio fino alla località di Aguas Calientes, ma si ferma diversi chilometri prima, in corrispondenza di una centrale idroelettrica. Quest’ultima parte del percorso deve essere coperta a piedi, seguendo il sentiero che corre lungo i binari della ferrovia che è un’alternativa che vi permette di arrivare da Cusco in circa 3 ore, ma a prezzi decisamente più alti.

Con lo zaino in spalla che pensava circa venti chili l’ultimo tratto del viaggio non è stata propriamente una passeggiata rilassante, soprattutto perchè la giornata era caldissima.

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La stazione di Aguas Calientes | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)
bazar sui binari verso aguas calientes machu picchu
Il disordinato bazar lungo i binari sul percorso che conduce ad Aguas Calientes | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Ho detto che Aguas Caliente è la porta di ingresso al Machu Picchu. In realtà non è letteralmente così. Infatti questa è la località più vicina dove si può dormire, ma è solo il punto di partenza per l’ascesa a piedi di due o tre ore (dipende dalla vostra andatura) all’alba del giorno successivo che porta alle rovine. Il sentiero parte dalla stazione ferroviaria di Puente Ruinas, dove c’è anche il controllo del biglietto che deve essere acquistato con anticipo.

Bisogna incominciare a salire verso el 4,30 -5,00 del mattino perchè con il caldo diventa praticamente impossibile, e si percorre una ripida scalinata intervallata da tratti di strada anch’essa in forte pendenza che si sviluppa all’interno della vegetazione, e che permette di ammirare la sua bellezza al sorgere del sole.

Durante questa camminata potete vivere il risveglio della natura. La notte lascia pian piano il posto all’alba, e la nebbiolina che avvolge il bosco si dirada lentamente, lasciando solo le minuscole gocce di rugiada sulle foglie che brillano attraversate dai primi raggi del sole. E sarete salutati dal dolce canto degli uccelli che si risvegliano.

Un contesto che nel suo insieme vi catturerà e che non vi farà sentire la fatica della salita, che è davvero ardua. Un’esperienza davvero stupenda per tutti quelli di voi che come me amano i viaggi sostenibili e responsabili. Ma se pensate che sia troppo faticoso c’è anche un servizio di navetta che vi porterà direttamente all’ingresso.

valle urubamba al machu picchu
I dirupi della magnifica Valle Urubamba attorno al Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La fila che vi aspetta all’ingresso del Machu Picchu sarà sicuramente molto lunga, per cui mettete in conto una lunga attesa. Il sito è infatti visitato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti, e questo enorme afflusso rischia di compromettere per sempre l’autenticità e la sostenibilità di quest’area, anche se il governo peruviano continua a rifiutarsi di contingentare il numero di visitatori ponendo un limite massimo giornaliero. Durante il 2009 pare sia stato visitato da addirittura due milioni di persone.

Il panorama che vi si apre davanti agli occhi è davvero molto suggestivo, soprattutto se avete la fortuna di effettuare la visita in una giornata di sole. Idealmente il sito può essere diviso in due parti: quella agricola, formata dalle terrazze per la coltivazione, e quella urbana, dove sorgevano le abitazioni e le principali attività civili e religiose. Pare che l’antica città potesse contenere circa settecento abitanti, che aumentavano durante la stagione delle piogge.

Tra gli edifici più emblematici del complesso archeologico del Machu Picchu c’è il Templo del Sol (Tempio del Sole), che sembra fosse usato per cerimonie riguardanti il solstizio di giugno, e che si ritiene potesse essere il mausoleo di Pachacutec, nel quale riposava la sua mummia fino a poco dopo l’irruzione degli spagnoli. 

templo del sol al machu picchu
Il Templo del Sol all’interno del sito archeologico del Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

La Plaza Sagrada (Piazza Sacra) identifica invece un complesso di costruzioni che si sviluppano attorno ad un patio quadrato, destinato ai rituali. Al suo interno ci sono due dei più grandi edifici del Machu Picchu: il Templo de las Tres Ventanas (Tempio delle Tre Finestre), ed il Templo Principal (Tempio Principale), che doveva essere il più importante luogo cerimoniale.

la plaza sagrada al machu picchu
La Plaza Sagrada al Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Un altro luogo emblematico è Intihuatana, pietra collocata su una collina che ha forma di piramide, uno degli elementi in assoluto più studiati del Machu Picchu, che è stato messo in relazione con luoghi considerati sacri, dal quale pare si stabilirono allineamenti con avvenimenti astronomici, e con le montagne.

intihuatana nel machu picchu
La Intihuatana nel Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

C’è poi la Roca Sagrada (Roccia Sacra), una pietra chiara collocata su un grande piedistallo. Identifica l’estremo nord della città, che è anche il il punto di partenza del sentiero che conduce all’Huayna Picchu, che nell’antica lingua Quechua significa Giovane Vetta, e che sovrasta il Machu Picchu.

la roca sagrada al machu picchu
La Roca Sagrada nel Machu Picchu | Copyright Federico Belloni (tutti i diritti riservati)

Se volete avere una spiegazione seria e attendibile di quello che state per vedere, vi consiglio vivamente di contrattate una guida ufficiale all’ingresso del sito archeologico pagandola il giusto, perchè le sedicenti guide che vi accompagnano per tutta la durata dell’escursione da Cuzco non sono affidabili, e si inventano un sacco di cose, molte delle quali palesemente assurde.

un selfie con sullo sfondo il machu picchu
Al Machu Picchu con il mio amico e compagno d’avventure Nacho Castro

E spesso durante la visita cercano di saltare i punti più importanti per non farsi vedere dalle guide autorizzate, perchè agiscono in modo abusivo. Quindi attenzione.

Quattro ore mi sono state sufficienti per la visita, per riposarsi dalla salita fatta per arrivarci, e per fare una montagna di foto. Ma anche per gustarmi un bicchiere di Pisco (l’acquavite simbolo del Perù) che mi ha offerto un simpatico signore di Lima che ho incontrato durante il viaggio. E poi di nuovo sul sentiero, questa volta per la discesa, che è stata decisamente più veloce e più leggera.

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