casa museo manuel de falla

In visita alla Casa Museo del celebre musicista Manuel de Falla, ad Alta Gracia, Córdoba, Argentina

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Qualche anno fa durante un lungo viaggio nel Nord dell’Argentina sono capitato quasi per caso ad Alta Gracia, una deliziosa cittadina vicino a Córdoba, nel centro del Paese, e qui mi sono imbattuto, questa volta totalmente per caso, nella Casa Museo di Manuel de Falla, celebre compositore spagnolo che amo davvero moltissimo. E che i titoli del tempo descrivevano come il miglior musicista del mondo.

Diversi anni prima avevo visitato la casa dove nacque nel 1876 a Cadice (Cádiz) in Andalucía, a un paio d’ore di Sevilla e quella di Granada, ma non avevo idea che avesse trascorso l’ultima parte della sua vita proprio Argentina, per cui questa scoperta è stata una gradevolissima sorpresa, e ovviamente non potevo non visitarla.

Quella che oggi è la Casa Museo (inaugurata il 14 Novembre el 1970) è stata infatti l’ultima residenza del compositore Manuel de Falla, ed è un piccolo e molto modesto chalet chiamato “Los Espinillos”, circondato da un altrettanto piccolo giardino, che non si trova lontano dal Museo Casa del “Che” Guevara, dove il Comandante trascorse la sua infanzia e adolescenza.

Qui il compositore ha vissuto solo 7 anni, insieme all’amata sorella María del Carmen, che per molti anni è stata il suo angelo protettore, la sua segretaria oltre che consigliera spirituale, cercando pace, silenzio, tranquillità e un clima adatto a combattere la tubercolosi, malattia contro la quale stava combattendo da molti anni.

manuel de falla
Lo chalet Los Espinillos che ospita Casa Museo Manuel de Falla | Fonte: Casa Museo Manuel de Falla

“Los Espinillos” era anche il luogo dove Manuel de Falla lavorava alle sue opere, in particolare alla conclusione della sua “Atlántida”, cantata scenica, poema sinfonico o oratorio che stava componendo dal 1928 (da 18 anni) su incarico dell’italiana Ricordi e che rimase incompiuta alla sua morte avvenuta nel 1946.

La musica era la sua vita, e secondo le sue parole, la usava per aiutare l’umanità.

opera la atlantida manuel de falla
L’Atlantida, l’opera maestra di Manuel de Falla | Fonte: Casa Museo Manuel de Falla

Nella Casa Museo si trovano ovviamente molti dei suoi oggetti personali legati con la sua professione di musicista, tra i quali la bacchetta che usò per dirigere l’Orchestra Sinfonica (Orquestra Sinfónica) del Teatro Colón di Buenos Aires appena arrivato in Argentina alla fine del 1939, la giacca con le iniziali del suo nome “M. F.” che indossava durante le sue esibizioni, e il suo amatissimo mini piano dell’inglese “The Eavestaff”, che ha usato per comporre durante la sua permanenza argentina, alcuni manoscritti e le sue matite consumatissime. Chiara testimonianza di uno stile di vita molto parsimonioso, decisamente essenziale.

C’è anche una raccolta di tutte le sue principali opere, e ovviamente la sua musica che esce invisibile da tutti i muri di casa.

mini piano manuel de falla
Il mini piano usato da Manuel de Falla per comporre e conservato nella sua Casa Museo | Fonte: Casa Museo Manuel de Falla
casa museo manuel de falla
Gli interni | Fonte: Casa Museo Manuel de Falla

In realtà, anche dopo la morte del compositore, la musica è ancora realmente presente nella sua casa, grazie alla nutrita agenda di concerti, recital e proposte di tutti i generi musicali che si sviluppa durante tutto l’anno, insieme ai numerosi appuntamenti culturali che la vedono palcoscenico ideale.

In questo modo la casa che il più grande musicista del XX Secolo scelse come sua ultima residenza, vive e respira musica, e attraverso la sua musica, Manuel de Falla continua a vivere in Alta Gracia.

Rispondi