locandina della sony world photography awards 2018

In viaggio con le migliori fotografie del concorso internazionale Sony World Photography Awards

federico belloni professional travel blogger
Federico Belloni Professional Travel Blogger

Il Sony World Photography Awards, giunto quest’anno alla 11a edizione, è forse il più prestigioso (e sicuramente il più poliedrico) concorso fotografico internazionale dedicato a fotografi professionisti e amatoriali, giovani e adulti, che si possono cimentare con tecnica e creatività per primeggiare in una delle numerose categorie previste dalla World Photography Organization, ideatrice e organizzatrice del concorso. E per gli amanti della fotografia è la possibilità di fare un suggestivo viaggio per il mondo raccontato dagli emozionanti scatti dei protagonisti 

Ci sono molti modi per viaggiare. Il più comune è quello di decidere dove andare, salire in macchina o prendere un aereo o una nave, e partire.

Ma si può viaggiare anche senza muoversi da casa o comunque senza fare tanta strada, ad esempio leggendo un libro, ascoltando una canzone, guardando un documentario, o visitando una mostra fotografica.

L’ultimo viaggio l’ho fatto proprio qualche giorno fa visitando una mostra fotografica davvero prestigiosa: la Sony World Photography Awards, che è stata ospitata per il secondo anno consecutivo nei preziosi ambienti del Secondo Piano Nobile della Villa Reale di Monza.

Anche il penultimo è stato ad mostra fotografia, altrettanto interessante. La Wildlife Photographer of the Year, nella quale sono esposte le fotografie vincitrici dell’omonimo concorso di fotografia naturalistica più prestigioso al mondo organizzato dall’History Museum di Londra, che quest’anno è giunto alla 53a edizione.

locandina della sony world photography awards 2018

La mostra Sony World Photography Awards regala un viaggio per il mondo tra panorami mozzafiato, usanze tipiche, elementi culturali, volti e corpi di uomini, donne e bambini, drammi personali e collettivi, elementi naturali, architetture, e tematiche legate alla necessità di agire in modo più sostenibile e responsabile per preservare il pianeta.

E lo fa attraverso 226 scatti dei finalisti e dei vincitori dell’edizione 2018 del concorso Sony World Photography Awards, uno dei più importanti al mondo e sicuramente il più poliedrico per tematiche proposte, organizzato ogni anno dalla World Photography Organization, e giunto quest’anno alla 11a edizione.

In realtà molti dei lavori esposti alla mostra Sony World Photography Awards sono a loro volta dei viaggi, diversi tra di loro, e ognuno con una diversa destinazione. Qui vi racconto alcuni di quelli che mi sono piaciuti di più.

L’opera che quest’anno si è aggiudicata il primo premio è “Ex-Voto“, della britannica Alys Tomlinson. Una serie di scatti che narrano di un particolare tipo di viaggio, che è allo stesso tempo spirituale e fisico: il pellegrinaggio di fede. Un bisogno che gli uomini hanno fin da epoche remote, alla ricerca della loro identità spirituale.

Sony World Photography Awards | Ex-voto della fotografa Alys Tomlinson
Ex-voto della fotografa Alys Tomlinson

E lo fa attraverso i paesaggi in grande formato dei luoghi che ha visitato tra i quali Lourdes (Francia), Ballyvourney (Irlanda) e Grabarka (Polonia), i ritratti formali dei fedeli che ha incontrato, e i piccoli dettagli degli “ex-voto” lasciati. Il tutto usando un suggestivo bianco e nero.

Molto emozionante è invece il viaggio proposto da Fredrik Lerneryd intitolato “Slum Ballet”, che ci porta a Nairobi, in Kenya. E più precisamente in due scuole situate in due dei sobborghi più poveri della città: Kibera e Mathare.

Sony World Photography Awards | Slum Ballet del fotografo Fredrik Lerneryd
Slum Ballet del fotografo Fredrik Lerneryd

Il mercoledì, al termine delle lezioni, le studentesse spostano i banchi per fare spazio al centro dell’aula, e si tolgono le divise per indossare i tutù colorati, e iniziare la loro tanto attesa lezione di danza.

Al posto della sbarra usano il muro per effettuare gli esercizi, mentre il compito di diffondere la musica classica è affidata a un modesto lettore mp3 collegato ad una piccola cassa. Cose davvero estremamente essenziali, ma sufficienti per permettere all’insegnante Mike Wamaya di svolgere la sua lezione.

Che per le giovani allieve non è semplicemente un momento di evasione, ma rappresenta soprattutto uno strumento davvero molto importante per consentire loro di esprimersi e di sviluppare la fiducia in loro stesse.

Toccante è il lavoro di Eduardo Castaldo intitolato “Check Point 300; (in)human borders“, che ha come obiettivo sensibilizzare lo spettatore sulle difficili condizioni di vita di migliaia di palestinesi che ogni giorno, prima del tramonto, fanno un vero e proprio viaggio, non per andare in vacanza, ma per guadagnarsi da vivere.

Sony World Photography Awards | Check point 300 (in)human borders del fotografo Eduardo Castaldo
“Check point 300 (in)human borders” del fotografo Eduardo Castaldo

Ammassati per ore uno contro l’altro, senza quasi nemmeno lo spazio per respirare, attendono di attraversare il confine tra Betlemme e Gerusalemmeil così detto Check Point 300. Con la pazienza che solo la forza della disperazione permette di mantenere, come raccontano i loro visi smarriti e rassegnati. 

Per fare pochi metri necessari ad attraversare il punto di controllo impiegano infatti dalle due alle quattro ore, sia al mattino che alla sera. Un tempo per noi interminabile, che per loro è la quotidiana normalità.

Drammatico è invece il viaggio a Mosul, in Iraq, che propone di Rasmus Flindt Pedersen con il suo lavoro “Mosul Liberated“, e che racconta la liberazione della città dall’occupazione dell’ISIS operata dalle coalizione di forze armate curde e irachene.

Sony World Photography Awards | Mosul Liberated del fotografo Rasmus Flindt Petersen
Mosul Liberated del fotografo Rasmus Flindt Petersen

Lo fa congelando nei suoi scatti le espressioni di profondo dolore della popolazione civile, da troppo tempo martoriata e stremata dai continui attacchi. Occhi vuoti, corpi martoriati, adulti e bambini che porteranno per tutta la vita sui loro corpi i segni di quella indicibile devastazione, fisica e psicologica.

Ma sottolineano anche la drammatica condizione dei militari, che vivono con la consapevolezza che quello potrebbe essere l’ultimo secondo di vita a loro disposizione.

Ma gli altri lavori non sono da meno. Tutti hanno una storia importante da raccontare. Ed è stato davvero un peccato non avere il tempo per ritornare alla Villa Reale per rifare questo magico viaggio.

Se siete fotografi professionali o, come me, amanti della fotografia, potete diventare i protagonisti di questo incredibile viaggio inviando i vostri lavori alla World Photography Organization per partecipare all’edizione 2019 del concorso Sony World Pahotography Awards, in una delle molte categorie previste.

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